In Sudan una giovane donna Meriam Yeilah Ibrahim, 27 anni, incinta di otto mesi e già madre di un bambino di due anni, è stata condannata delle autorità locali alla pena capitale per impiccagione, preceduta da cento frustate.
Il reato per cui è stata emessa questa terrificante sentenza è apostasia. La poveretta è rea di professare la religione cristiana. Abbandonata dal padre musulmano, fin dall’età di sei anni, era stata cresciuta e allevata nella fede cristiana. Le autorità di Khartum le hanno dato tre giorni di tempo per rinnegare la sua fede e ritornare all’Islam, ma Meriam ha deciso di non piegarsi al volere dei suoi carnefici.
Viene da chiedersi, perchè una religione può contenere in sè dei precetti così terribilente violenti e mortiferi.
Perchè un dio, deve consentire che suoi ministri e rappresentanti compiano o progettino di compiere simili atrocità.
Io penso che nessun dio, qualunque sia il nome con cui viene invocato, abbia nella sua epifania all’uomo, mostrato la via dell’orrore e della depravazione. Troppo spesso la religione viene presa a pretesto per esercitare un controllo spietato sulle menti e sulle coscienze di molti da parte di pochi.
E’ questo un sistema che funziona da secoli. Il potere di pochi sulle masse ha spesso trovato giustificazione nei dogmi religiosi di volta in volta piegati ad una esegesi politica costruita su misura per soddisfare le esigenze della classe dominante del momento.
I peggiori crimini dell’umanità sono stati commessi nel nome di dio. Ne sono un tragico esempio I riti tribali di sacrifici umani, le crociate e le guerre sante, le stragi di pellegrini e di musulmani nei secoli bui del medioevo, la ”santa” inquisizione con il suo terrificante carico di torture e roghi, i genocidi di massa delle popolazioni dell’america latina da parte dei conquistadores, solo per fare alcuni esempi.
Monteczuma alla visone dei soldati spagnoli esclamava :...”chi sono quegli uomini pallidi come la luna, coperti di metallo, su enormi animali sconosciuti, con strane lance senza punta che sputano fuoco, orci che eruttano fiamme e distruggono tutto fino a mille passi?"
Si stima che in un periodo relativamente breve la popolazione inca decrebbe in numero da circa 27 milioni a 2 milioni di individui, tra morti da arma da fuoco e morti da infezioni per virus influenzali e vaiolo graziosamente esportati dai soldati spagnoli. Fu il più grande genocidio commesso nella storia dell’umanità, il tutto con il mandato dei cattolicissimi reali di Spagna e dietro il vessillo di Santa Romana Chiesa.
In tempi più moderni il terrorismo integralista permeato di fanatismo religioso ha fatto e continua a fare una teoria infinita di stragi di vittime innocenti e giovani vite indottrinate e al servizio del potere politico di potenti oligarchie religiose.
Si sa che nei paesi islamici il potere politico è strettamente connesso alle alte gerarchie ecclesiastiche.
Una riflessione sorge spontanea, nel corso dei secoli, le peggiori atrocità sono state commesse nel nome delle tre grandi religioni monoteistiche.
Sono certo che in nessuno dei versetti della Bibbia, in un una sura del Corano, o in un passo della Torah ci siano riferimenti diretti a comportamenti di tale inaudita violenza.
Appare evidente che quando il “referente” divino è unico o al massimo uno e trino è facile vantare un accordo diretto, ... sono re per volontà divina , siamo i ministri della chiesa, decidiamo noi cosa dovete fare e cosa non dovete fare, quello che è moralmente accettabile e quello che non lo è, abbiamo un filo diretto con il principale, è lui che ci da istruzioni, noi applichamo la legge, prendetevela con lui.
Quando, invece le divinità sono molteplici, questo processo di unirefenzialità a cascata, funziona meno bene o non funziona affatto.
Gli dei dell’Olimpo, litigavano come matti, e poi riuscite a immaginare un alto prelato buddista , induista o shintoista dire : “si fa così perchè me l’ha detto dio”, ma quale, del multiforme e multicolore pantheon. Si aprirebbe subito un dibattito su quale dio e sul rango e sull’autorevolezza di quest’ultimo rispetto agli altri colleghi dei.
Non ricordo di genocidi o crimini e stragi ripetute con drammatica cadenza da parte di esponenti di religioni politeistiche, se non qualche idiota fanatico in permesso premio da qualche manicomio. (ricordate l’attentato al gas saarin della metropolitana di Tokyo ?)
Lungi da me l’idea di voler generalizzare e banalizzare il problema,( non sono nè uno storico delle religioni, nè un esegeta del pensiero filosofico religioso), ma secondo me, una religione meno enfatizzata, meno istituzionalizzata, più “variegata” farebbe bene alla salute. La religione avrebbe da essere solo precetto morale, cui liberamente aderire o no, e non parte integrante di una dottrina politica volta al controllo delle coscienze.
Forse buddista è meglio, o forse no, io sono dell’idea che di una religione se ne può fare, come me, tranquillamente a meno, a patto che si abbia una coscienza libera e uno spirito sano, lasciando pure i grandi interrogativi esistenziali aperti, che tanto nessuna dottrina religiosa e filosofica è riuscita a spiegare.
La morale deve essere libera, incondizionata, innata e universale, causa prima delle proprie scelte.
Diceva uno dei più grandi filosofi di tutti i tempi Immanuel Kant
...”la legge morale dentro di me , il cielo stellato sopra di me”
Il reato per cui è stata emessa questa terrificante sentenza è apostasia. La poveretta è rea di professare la religione cristiana. Abbandonata dal padre musulmano, fin dall’età di sei anni, era stata cresciuta e allevata nella fede cristiana. Le autorità di Khartum le hanno dato tre giorni di tempo per rinnegare la sua fede e ritornare all’Islam, ma Meriam ha deciso di non piegarsi al volere dei suoi carnefici.
Viene da chiedersi, perchè una religione può contenere in sè dei precetti così terribilente violenti e mortiferi.
Perchè un dio, deve consentire che suoi ministri e rappresentanti compiano o progettino di compiere simili atrocità.
Io penso che nessun dio, qualunque sia il nome con cui viene invocato, abbia nella sua epifania all’uomo, mostrato la via dell’orrore e della depravazione. Troppo spesso la religione viene presa a pretesto per esercitare un controllo spietato sulle menti e sulle coscienze di molti da parte di pochi.
E’ questo un sistema che funziona da secoli. Il potere di pochi sulle masse ha spesso trovato giustificazione nei dogmi religiosi di volta in volta piegati ad una esegesi politica costruita su misura per soddisfare le esigenze della classe dominante del momento.
I peggiori crimini dell’umanità sono stati commessi nel nome di dio. Ne sono un tragico esempio I riti tribali di sacrifici umani, le crociate e le guerre sante, le stragi di pellegrini e di musulmani nei secoli bui del medioevo, la ”santa” inquisizione con il suo terrificante carico di torture e roghi, i genocidi di massa delle popolazioni dell’america latina da parte dei conquistadores, solo per fare alcuni esempi.
Monteczuma alla visone dei soldati spagnoli esclamava :...”chi sono quegli uomini pallidi come la luna, coperti di metallo, su enormi animali sconosciuti, con strane lance senza punta che sputano fuoco, orci che eruttano fiamme e distruggono tutto fino a mille passi?"
Si stima che in un periodo relativamente breve la popolazione inca decrebbe in numero da circa 27 milioni a 2 milioni di individui, tra morti da arma da fuoco e morti da infezioni per virus influenzali e vaiolo graziosamente esportati dai soldati spagnoli. Fu il più grande genocidio commesso nella storia dell’umanità, il tutto con il mandato dei cattolicissimi reali di Spagna e dietro il vessillo di Santa Romana Chiesa.
In tempi più moderni il terrorismo integralista permeato di fanatismo religioso ha fatto e continua a fare una teoria infinita di stragi di vittime innocenti e giovani vite indottrinate e al servizio del potere politico di potenti oligarchie religiose.
Si sa che nei paesi islamici il potere politico è strettamente connesso alle alte gerarchie ecclesiastiche.
Una riflessione sorge spontanea, nel corso dei secoli, le peggiori atrocità sono state commesse nel nome delle tre grandi religioni monoteistiche.
Sono certo che in nessuno dei versetti della Bibbia, in un una sura del Corano, o in un passo della Torah ci siano riferimenti diretti a comportamenti di tale inaudita violenza.
Appare evidente che quando il “referente” divino è unico o al massimo uno e trino è facile vantare un accordo diretto, ... sono re per volontà divina , siamo i ministri della chiesa, decidiamo noi cosa dovete fare e cosa non dovete fare, quello che è moralmente accettabile e quello che non lo è, abbiamo un filo diretto con il principale, è lui che ci da istruzioni, noi applichamo la legge, prendetevela con lui.
Quando, invece le divinità sono molteplici, questo processo di unirefenzialità a cascata, funziona meno bene o non funziona affatto.
Gli dei dell’Olimpo, litigavano come matti, e poi riuscite a immaginare un alto prelato buddista , induista o shintoista dire : “si fa così perchè me l’ha detto dio”, ma quale, del multiforme e multicolore pantheon. Si aprirebbe subito un dibattito su quale dio e sul rango e sull’autorevolezza di quest’ultimo rispetto agli altri colleghi dei.
Non ricordo di genocidi o crimini e stragi ripetute con drammatica cadenza da parte di esponenti di religioni politeistiche, se non qualche idiota fanatico in permesso premio da qualche manicomio. (ricordate l’attentato al gas saarin della metropolitana di Tokyo ?)
Lungi da me l’idea di voler generalizzare e banalizzare il problema,( non sono nè uno storico delle religioni, nè un esegeta del pensiero filosofico religioso), ma secondo me, una religione meno enfatizzata, meno istituzionalizzata, più “variegata” farebbe bene alla salute. La religione avrebbe da essere solo precetto morale, cui liberamente aderire o no, e non parte integrante di una dottrina politica volta al controllo delle coscienze.
Forse buddista è meglio, o forse no, io sono dell’idea che di una religione se ne può fare, come me, tranquillamente a meno, a patto che si abbia una coscienza libera e uno spirito sano, lasciando pure i grandi interrogativi esistenziali aperti, che tanto nessuna dottrina religiosa e filosofica è riuscita a spiegare.
La morale deve essere libera, incondizionata, innata e universale, causa prima delle proprie scelte.
Diceva uno dei più grandi filosofi di tutti i tempi Immanuel Kant
...”la legge morale dentro di me , il cielo stellato sopra di me”
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